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Il nuovo Codice ATECO per Truccatori 2025: guida completa e dettagliata per navigare la burocrazia fiscale

Il nuovo codice ATECO per truccatori e make-up artist professionisti, normative fiscali per estetiste, lash maker, dermopigmentiste e consulenti d'immagine

La professione del truccatore, con la sua creatività e capacità di trasformare l’immagine, riveste un ruolo sempre più centrale in diversi settori, dalla moda allo spettacolo, dagli eventi privati al mondo beauty, ma capire quale sia il codice ATECO giusto al momento dell’apertura della partita Iva può diventare molto complesso.

Infatti, dal punto di vista fiscale e burocratico, l’inquadramento di questa attività ha spesso rappresentato un terreno meno definito. Sebbene non esista un codice ATECO univoco specificamente dedicato al “truccatore”, l’Agenzia delle Entrate ha individuato diverse categorie in cui è possibile far rientrare questa professione, ognuna con le sue peculiarità in termini di adempimenti e regime fiscale.

Con l’entrata in vigore di nuove disposizioni e la necessità di una classificazione sempre più precisa delle attività economiche, è fondamentale per ogni truccatore comprendere appieno quali sono i codici ATECO pertinenti e come scegliere quello più adatto alla propria situazione lavorativa. Questa guida completa mira a fare chiarezza, fornendo tutte le informazioni necessarie per orientarsi nel complesso mondo della burocrazia fiscale italiana.

Quali sono i Codici ATECO Rilevanti per i Truccatori?

A seconda della modalità con cui viene esercitata l’attività di truccatore, è possibile individuare diversi codici ATECO che possono essere utilizzati in fase di apertura della Partita IVA:

96.02.02Servizi degli istituti di bellezza: Questo codice ATECO è appropriato per i truccatori che operano all’interno di un salone di bellezza o che offrono servizi di make-up come parte integrante di un’offerta più ampia di trattamenti estetici (manicure, pedicure, ecc.). Inquadrarsi con questo codice comporta la qualifica di Artigiano, con conseguente iscrizione alla Camera di Commercio e l’obbligo di versare i contributi previdenziali alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS.

96.22.09Altri servizi di cura della bellezza e altri trattamenti di bellezza n.c.a.: Questo codice si adatta perfettamente ai truccatori la cui attività principale consiste nella creazione di vari tipi di make-up e nel truccare direttamente i propri clienti. È importante sottolineare che questo codice include anche i servizi di trattamento di ciglia e sopracciglia (come il lash making), attività sempre più richieste nel settore beauty. Anche in questo caso, l’inquadramento è come Artigiano, con gli stessi obblighi di iscrizione alla Camera di Commercio e versamento dei contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS.

90.02.09Attività di supporto alle rappresentazioni artistiche: Se la tua attività di truccatore è prevalentemente rivolta al mondo dello spettacolo, fornendo servizi di make-up per eventi, produzioni teatrali, cinematografiche, televisive o sfilate di moda, questo è il codice ATECO più indicato. Questo codice ti qualifica come Professionista, con l’obbligo di iscriverti alla Gestione Separata INPS per i versamenti contributivi.

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96.09.09Altre attività di servizi per la persona nca: Questo codice “residuale” può essere utilizzato dai truccatori che operano principalmente nel settore privato, ad esempio truccando spose per matrimoni, partecipanti a eventi speciali o offrendo servizi di make-up a domicilio per privati. Anche in questo caso, l’inquadramento è generalmente come Artigiano, con iscrizione alla Camera di Commercio e Gestione Artigiani e Commercianti INPS.

96.99.94Servizi di consulenza di immagine: Se la tua attività si concentra principalmente sulla consulenza d’immagine, fornendo consigli personalizzati ai clienti in merito al look, al trucco e all’acconciatura, senza eseguire direttamente il trucco, questo è il codice ATECO appropriato. Questo codice ti classifica come Professionista, con iscrizione alla Gestione Separata INPS.

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Differenze Cruciali e Implicazioni Fiscali tra codici ATECO per truccatori:

La scelta del codice ATECO non è una mera formalità, ma comporta significative differenze a livello fiscale e burocratico:

Truccatore Artigiano vs. Make-Up Artist Professionista

La distinzione principale risiede nell’inquadramento previdenziale e negli adempimenti camerali. Gli artigiani sono tenuti all’iscrizione alla Camera di Commercio e versano i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, con un sistema di calcolo dei contributi basato su scaglioni di reddito. I professionisti, invece, si iscrivono alla Gestione Separata INPS, dove i contributi sono calcolati in percentuale SOLO sul reddito prodotto.

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Coefficiente di Redditività per i make-up artist

Indipendentemente dal codice ATECO scelto, è importante sapere che per le attività di servizi alla persona, come quella del truccatore, il coefficiente di redditività ai fini della determinazione del reddito imponibile nel regime forfettario è generalmente del 67%. Ciò significa che il 67% dei ricavi annui viene considerato imponibile, mentre il restante 33% viene riconosciuto come spesa forfettaria.

Aggiornamenti importanti e scadenze da tenere a mente per i truccatori con P.Iva:

È fondamentale essere consapevoli che il panorama normativo è in continua evoluzione. In passato, alcuni codici ATECO come il 96.02.02 e il 96.09.09 potevano essere utilizzati per inquadrare diverse attività legate all’estetica e ai servizi per la persona. Tuttavia, è importante verificare se ci sono stati aggiornamenti o restrizioni al loro utilizzo per la specifica attività di truccatore.

In particolare, è cruciale monitorare eventuali comunicazioni ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate in merito a scadenze o nuove disposizioni relative ai codici ATECO. Ad esempio, in passato ci sono state finestre temporali per la rettifica del codice ATECO. A partire dal 15 aprile 2025, potrebbe essere possibile effettuare una rettifica del codice ATECO se si ritiene che quello precedentemente scelto non sia più appropriato alla propria attività. È quindi consigliabile rimanere aggiornati su queste scadenze per evitare possibili sanzioni o irregolarità.

Come aprire la Partita IVA come Truccatore: i passaggi fondamentali

Una volta individuato il codice ATECO più adatto alla tua attività, il passo successivo è l’apertura della Partita IVA. La procedura, generalmente telematica, prevede la compilazione e la trasmissione all’Agenzia delle Entrate del modello AA9/12 (per le ditte individuali e i lavoratori autonomi). In questo modulo dovrai indicare, tra le altre informazioni, il codice ATECO scelto, il regime fiscale che intendi adottare (ad esempio, il regime forfettario se possiedi i requisiti) e i tuoi dati anagrafici.

Data la complessità della normativa fiscale e la delicatezza della scelta del codice ATECO e del regime fiscale, è fortemente consigliabile rivolgersi a un commercialista o a un consulente fiscale esperto. Un professionista sarà in grado di guidarti nella scelta più appropriata per la tua specifica situazione, aiutandoti a evitare errori che potrebbero comportare oneri fiscali maggiori o sanzioni.

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Chiarezza fiscale per un futuro professionale sereno nel mondo del make-up!

Navigare nel mondo dei codici ATECO e della burocrazia fiscale può sembrare complicato, ma è un passo fondamentale per esercitare la professione di truccatore in modo corretto e conforme alle normative vigenti. Comprendere le differenze tra i vari codici, le implicazioni fiscali e previdenziali, e rimanere aggiornati sulle eventuali novità legislative è essenziale per costruire una solida base per la propria attività professionale.

Scegliere il codice ATECO giusto non solo ti permette di adempiere correttamente ai tuoi obblighi fiscali, ma ti posiziona anche in modo più preciso all’interno del sistema economico, facilitando eventuali interazioni con clienti, fornitori e istituzioni. Non esitare a consultare gli esperti di Fiscozen per fare le scelte più informate e concentrarti con serenità sulla tua passione per il make-up.

Il legame tra codici ATECO per l’Estetica e la qualifica triennale di estetista

La qualifica triennale di estetista, ottenuta attraverso un percorso formativo riconosciuto, riveste un ruolo cruciale per l’esercizio di determinate attività nel settore della cura della bellezza. In Italia, la normativa (in particolare la Legge 1/90 e le sue successive modifiche) definisce chiaramente quali trattamenti estetici possono essere eseguiti solo da personale qualificato. Questo legame si riflette direttamente nella scelta del codice ATECO più appropriato.

Codici ATECO strettamente legati alla Qualifica di Estetista:

96.02.02Servizi degli istituti di bellezza: Questo codice ATECO è il più direttamente connesso alla qualifica di estetista. Gli istituti di bellezza, per poter offrire una vasta gamma di trattamenti estetici invasivi e semi-invasivi (come pulizia del viso profonda, trattamenti corpo specifici, epilazione professionale, ecc.), devono necessariamente avere al loro interno personale in possesso della qualifica professionale di estetista. L’utilizzo di questo codice ATECO presuppone, quindi, il rispetto della normativa che regola l’esercizio dell’attività di estetista e l’abilitazione all’erogazione dei servizi previsti.

96.22.09Altri servizi di cura della bellezza e altri trattamenti di bellezza n.c.a.: Anche questo codice può essere strettamente legato alla qualifica triennale. Sebbene la sua descrizione sia più ampia e includa attività come il lash making, nel momento in cui si offrono trattamenti estetici più specifici e regolamentati (che vanno oltre il semplice trucco o la cura di base), la qualifica di estetista diventa indispensabile. Ad esempio, l’esecuzione di trattamenti viso o corpo che agiscono più in profondità sulla pelle richiede la competenza e la formazione acquisita con il percorso triennale.

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Implicazioni della qualifica sulla scelta del codice ATECO:

Esercizio di Trattamenti Regolamentati

Solo chi possiede la qualifica di estetista può legalmente eseguire trattamenti estetici definiti dalla legge, che implicano l’utilizzo di apparecchiature specifiche o l’applicazione di tecniche particolari. Se la tua attività prevalente include questi trattamenti, la scelta del codice ATECO 96.02.02 diventa quasi obbligatoria, in quanto descrive l’attività degli istituti di bellezza che sono abilitati a fornirli grazie alla presenza di personale qualificato.

Differenziazione da attività affini all’estetica professionale

La qualifica di estetista permette di distinguere la propria attività da altre figure professionali nel settore beauty che non necessitano della stessa formazione, come ad esempio i truccatori che si concentrano esclusivamente sul make-up (e che potrebbero utilizzare codici come il 90.02.09 o il 96.09.09, a seconda del contesto lavorativo) o i consulenti d’immagine (codice 96.99.94).

Requisiti per l’apertura di un centro estetico

Se l’obiettivo è aprire un vero e proprio centro estetico, il possesso della qualifica professionale (o l’assunzione di personale qualificato) è un requisito fondamentale per ottenere le autorizzazioni amministrative necessarie. In questo scenario, il codice ATECO 96.02.02 sarà quello di riferimento.

Il ruolo del truccatore e la qualifica di estetista

È importante sottolineare che la professione del truccatore, di per sé, non richiede necessariamente la qualifica triennale di estetista. Un truccatore può operare legalmente concentrandosi esclusivamente sui servizi di make-up, utilizzando i codici ATECO precedentemente menzionati (90.02.09, 96.09.09).

Tuttavia, un truccatore che possiede anche la qualifica di estetista ha una gamma di servizi più ampia da offrire e può legittimamente utilizzare codici come il 96.02.02 o il 96.22.09 se la sua attività include anche trattamenti estetici regolamentati. In questo caso, la qualifica diventa un valore aggiunto e un elemento distintivo.

In sintesi

– I codici ATECO 96.02.02 (Servizi degli istituti di bellezza) e, in parte, 96.22.09 (Altri servizi di cura della bellezza e altri trattamenti di bellezza n.c.a.) sono strettamente legati alla qualifica triennale di estetista, in quanto abilitano all’esercizio di trattamenti estetici regolamentati dalla legge.
– La qualifica è un requisito fondamentale per l’apertura e la gestione di un centro estetico (codice 96.02.02).
Possedere la qualifica di estetista amplia le opportunità professionali per un truccatore, consentendogli di offrire una gamma più vasta di servizi e di utilizzare codici ATECO legati al settore dell’estetica.
È sempre consigliabile verificare le normative regionali e locali, in quanto potrebbero esserci ulteriori specificazioni o requisiti legati all’esercizio dell’attività di estetista e all’utilizzo dei relativi codici ATECO. La consulenza di un commercialista o di un’associazione di categoria può fornire un supporto prezioso per fare la scelta più appropriata alla propria situazione professionale.

Qual è il codice Ateco per un truccatore? Come aprire una p.iva da make-up artist? Chi è il miglior commercialista per i make-up artist e i consulenti d'immagine?

Punti chiave della regolamentazione regionale:

Regolamenti regionali sulla formazione professionale di estetiste, truccatori e operatori del settore beauty

La Legge 1/90 definisce i percorsi formativi per diventare estetista (corso biennale di qualificazione e corso di specializzazione annuale, o percorsi alternativi con esperienza lavorativa). Tuttavia, le singole Regioni hanno la responsabilità di istituire, autorizzare e regolamentare i corsi di formazione professionale. Questo significa che i programmi, la durata oraria specifica e i requisiti di accesso ai corsi possono variare da regione a regione. È quindi cruciale informarsi sui corsi riconosciuti nella propria regione di interesse.

Regolamenti comunali (attuativi delle leggi regionali) per l’esercizio della professione estetica e di truccatore.

La legge nazionale demanda alle Regioni il compito di dettare disposizioni ai Comuni per l’adozione di regolamenti che si uniformino alla legge stessa. Di conseguenza, i Comuni, basandosi sulle leggi regionali, possono emanare regolamenti specifici che disciplinano ulteriormente l’attività di estetista a livello locale. Questi regolamenti possono riguardare:

Requisiti igienico-sanitari dei locali: Dimensioni minime dei locali, numero e tipologia di servizi igienici, caratteristiche dei pavimenti e delle pareti, aerazione, illuminazione, smaltimento rifiuti speciali, dotazione di attrezzature per la sterilizzazione e la disinfezione.
Modalità di esercizio dell’attività: Orari di apertura e chiusura, turni, obblighi di esposizione delle tariffe, norme sulla pubblicità (evitando riferimenti a proprietà terapeutiche).
Programmazione territoriale: Alcune regioni potrebbero prevedere criteri per la distribuzione degli esercizi di estetista sul territorio comunale, al fine di garantire un’offerta equilibrata.
Autorizzazioni comunali: Le procedure e la documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività possono variare a livello comunale, in base alle disposizioni regionali. Spesso è richiesto il parere preventivo dell’ASL (Azienda Sanitaria Locale).
Requisiti Igienico-Sanitari Specifici: Oltre alla normativa nazionale, le Regioni e le ASL possono emanare ulteriori linee guida e requisiti igienico-sanitari più stringenti per garantire la sicurezza degli operatori e dei clienti. Questi possono riguardare le procedure di sterilizzazione degli strumenti, l’utilizzo di prodotti cosmetici sicuri e a norma, e la gestione dei rifiuti speciali derivanti dall’attività.

Vigilanza e Controlli: Le Regioni e i Comuni hanno il compito di vigilare sul rispetto della normativa e dei regolamenti da parte degli esercizi di estetista. Possono effettuare ispezioni per verificare il possesso dei requisiti professionali, igienico-sanitari e amministrativi, e applicare sanzioni in caso di violazioni.

Come informarsi sui regolamenti della propria Regione per esercitare la professione di estetista, make-up artist, onicotecnica, lash-maker o dermopigmentista

Per conoscere nel dettaglio i regolamenti specifici della tua regione, ti consiglio di seguire questi passi:

Consultare il sito web della Regione: La maggior parte delle regioni ha sezioni dedicate alle attività produttive, all’artigianato e al commercio, dove è possibile trovare informazioni sulla normativa di settore e sui regolamenti attuativi. Cerca le leggi regionali in materia di “estetista”, “cura della persona” o “attività di benessere”.

Contattare il Comune (SUAP – Sportello Unico per le Attività Produttive): Il SUAP del tuo Comune è il punto di riferimento per tutte le pratiche amministrative relative all’apertura e all’esercizio di attività economiche, inclusi i centri estetici. Possono fornirti informazioni sui regolamenti comunali specifici e sulla documentazione necessaria per l’autorizzazione.

Rivolgersi all’ASL (Azienda Sanitaria Locale): L’ASL è competente in materia di requisiti igienico-sanitari. Contatta il dipartimento di igiene e sanità pubblica per ottenere informazioni sulle normative specifiche per i centri estetici nella tua zona.

Esempio di aspetti che possono variare regionalmente:

– Durata e contenuti specifici dei corsi di formazione professionale.
– Metri quadri minimi richiesti per i locali e per le cabine di trattamento.
– Specifiche sulle caratteristiche dei materiali utilizzati per pavimenti e rivestimenti.
– Dettagli sulle procedure di sterilizzazione e disinfezione.
– Eventuali limitazioni o requisiti aggiuntivi per l’utilizzo di determinate apparecchiature estetiche.
– In conclusione, sebbene la Legge 1/90 fornisca il quadro normativo nazionale, è imprescindibile approfondire i regolamenti emanati dalla propria -Regione e dal proprio Comune per esercitare l’attività di estetista in modo pienamente conforme alla legge ed evitare sanzioni. La consulenza di un professionista (commercialista, consulente del SUAP) può essere di grande aiuto in questo processo.

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