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Youtube vs Backstage: 4 chiacchiere con Antonio Priore

Youtube vs Backstage: 4 chiacchiere con Antonio Priore

Per crescere come make up artist l’esperienza è importante tanto quanto il confrontarsi con chi è nel giro da più tempo di noi, meglio ancora se è un ventennio a separarci. Soprattutto nell’era dei social, può servire davvero tanto misurarsi con chi ha un lungo percorso alle spalle, iniziato ancor prima dell’avvento di Youtube. Per questo ho deciso di intervistare un professionista e caro amico del settore il quale, grazie al suo vissuto, può darci qualche dritta sul corretto approccio al make up: Antonio Priore.

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Parlando della tua carriera, cosa credi ti abbia portato al successo?

“Sicuramente l’essere sempre al passo e portare novità, non perdere mai nulla di vista, studiare, avere i piedi per terra, e l’aver sempre avuto rispetto delle persone con cui ho collaborato. Ho sempre seguito la vecchia scuola, quella di Stefano Anselmo e di Diego Dalla Palma, i miei maestri, che ha come obiettivo quello di valorizzare la donna esaltandone e rifinendone i tratti senza mai involgarirla. La tecnica e la teoria della vecchia scuola mi accompagnano dai miei primi passi e non le ho mai lasciate: non potrei fare a meno della teoria del colore e di tutte quelle regole che oggi fanno la “vecchia scuola”. E se lo ribadisco è per rispondere alla tua domanda, sottolineando l’importanza del metodo classico che non va mai trascurato, bensì arricchito con qualcosa di nuovo, rendendo più attuali quegli stessi valori.”

Hai lavorato praticamente in tutti i settore che la cosmesi mette a disposizione, cosa ti ha lasciato ognuno di quei mondi?

“La profumeria mi ha aiutato a migliorare il rapporto col cliente finale e a individuare le esigenze della donna in una frazione di secondo. La profumeria è un palestra, sia sul piano commerciale che su quello artistico!
Il teatro, beh…(se la ride e si emoziona, ndr) rido perché il teatro è una gabbia di emozioni e mi ha lasciato il piacere di poter creare caratteri d’altri tempi e farmi innamorare ancora di più di quest’arte. Perché nel teatro il trucco lo vivi, e viene vissuto in maniera completamente diversa dalla tv e dallo spettacolo. Il trucco nel teatro E’ lo spettacolo. Grazie a quei fantastici palcoscenici ho vissuto esperienze pazzesche, come in occasione di uno spettacolo di Shakespeare, nel quale si è addirittura truccato usando le tecniche originali dell’800. Il teatro rafforza ed arricchisce l’amore per questo lavoro, ti fa uscire carico, nonostante si lavori ore e ore. Il teatro è pura arte e, anche se non dà grandi gratificazioni economiche, ciò che trasmette al cuore è impagabile e non paragonabile a nessun altro ambiente!
La moda aiuta a velocizzarti, aiuta a farti capire come funzionano certi meccanismi infernali, vivi sulla lama di un coltello per settimane, ma realizzi ciò che viene dettato da qualcun altro, a meno che non sia tu il Key Artist, e lì ci arrivi solo, forse, dopo un’infinità di anni. La moda ti fa capire cos’è lo stress e l’ansia dello sbagliare. L’ho vissuto come uno ‘stampare’ volti a ripetizione a differenza del teatro, in cui si crea, la moda mi ha lasciato un senso di ‘freddo’: per lavorare in quel mondo devi essere nato per la moda, e di certo questo non è il mio caso! Posso serenamente dire che tra la moda e la profumeria, preferisco decisamente la profumeria.”

intervista Antonio Priore

Ormai sei uno dei truccatori più richiesti dalle accademie e dalle scuole di make up, ma quand’è che hai iniziato?

“Ho iniziato ad insegnare più di 15 anni fa, quando facevo quello che all’epoca si chiamava “trucco acqua e sapone” e trucco giorno alle spose. I primi corsi erano iniziati ancor prima ed erano ispirati a quelli dei miei docenti: sono serviti a farmi le ossa! Il passo avanti l’ho fatto lasciando l’estetica e andando a insegnare le basi del trucco ai parrucchieri. Da 10 anni invece i corsi sono completamente miei.
Ciò che nel mio piccolo posso sicuramente affermare, è che, per poter insegnare, servono almeno 10 anni di gavetta in tutti i settori, per poter davvero dare qualcosa alle allieve!”

E come mai hai deciso di lasciare gli altri settori per dedicarti all’insegnamento?

“Perché si guadagnava molto di più e all’epoca mi mantenevo da solo, il teatro e la moda non erano abbastanza e i tempi non erano giusti. Avevo bisogno di un lavoro che mi portasse denaro subito. Ho lasciato gli altri settori per esigenze economiche, vivendo tra Milano, Firenze e Palermo, ma poi ho scoperto che mi piaceva, che trasmettere tutte quelle conoscenze era una vera vocazione. Insegnare, come un vero e proprio maestro artigiano, era la mia vocazione. Noi dipingiamo!”

Itinerant Academy by Antonio Priore - Cover Cover + Cantoni Make Up Station

Itinerant Academy by Antonio Priore – Cover Cover + Cantoni Make Up Station

 

Cosa noti nelle allieve degli ultimi anni rispetto a quelle degli anni 90/2000?

“Gli allievi degli anni 90 volevano essere qualcuno, incluse le ragazze, e i parrucchieri che volevano truccare, lo facevano per inseguire la tendenza del total look.
Le allieve di oggi sono confuse, saccenti, e non riconoscono nel maestro la vera figura professionale, sono completamente attratte dal tubo. La loro saccenza le induce spesso a scavalcare i maestri. Per fortuna, però, appena cominciano ad usare i pennelli, si accorgono che fino a quel momento non avevano imparato nulla”

In un mio articolo ho parlato di come il mondo dei social possa influenzare negativamente l’approccio accademico delle allieve, ti ritrovi in questa riflessione?

“Il mondo dei social influenza solo negativamente, non crea passione, crea dipendenza da molte cose che addirittura non esistono!”

itinerant academy by antonio priore

Dopo aver frequentato un’accademia, secondo quali aspetti ci si deve orientare in un settore piuttosto che in un altro?

“Questo te lo dice il cuore. Io ho deciso di lasciare tutto ciò che avevo imparato sul cinema e sugli effetti speciali per seguire la bellezza, la moda, il wedding e il beauty. Ho scelto di essere un truccatore per abbellire le donne.”

E’ bene differenziare ancora i settori del make up o si può essere dei truccatori senza mai scegliere una sola strada?

“Si può anche non arrivare mai ad una scelta, ma non riuscirai mai a dare il massimo se non restringi il campo!”

intervista antonio priore make up artist accademia trucco itinerant

Cosa deve fare un’allieva appena uscita dall’accademia?

“Proporsi! Non aspettare che il lavoro arrivi a casa e, soprattutto, non girare di casa in casa, ma lavorare in profumeria…”

Perché non in casa?

“Perchè in casa perdi la forma, in profumeria la forma la DEVI mantenere!”

Su cosa focalizzi i tuoi corsi?

“Sulla conoscenza delle basi del trucco, sulle regole e le strutturazioni dei volti. Ciò accade in tutti i percorsi, che sia correttivo o face painting. La conoscenza delle basi in primis!

Attualmente in che zone d’Italia è possibile trovarti ad insegnare?

Centro-sud: Puglia, Campania, Calabria e Sicilia per il momento.”

Sei sempre stato dietro le quinte, cosa pensi di chi abbraccia la popolarità prima mostrandosi e poi lavorando? Credi sia solo un’inversione di tendenza o i MUA dovrebbero continuare a restare nei backstage e fare meno le star?

“Il vero make up artist lavora dietro le quinte, non si espone, crea, addestra e fa conoscenza!”

Quali sono le fandonie più clamorose che hai notato sui social e nei tutorial? E quali ti danno più fastidio?

“Se ne potrebbero elencare tante, ma la peggiore è quella dello stendere il fondo secondo l’andamento del pelo. Non stiamo facendo una cera! Il fondo ha un sistema univoco di applicazione, un modo che ho capito sperimentando sul campo negli anni. E, se lo vuoi conoscere, devi seguire i miei corsi…”

A Natale hai lanciato il tuo primo rossetto, cosa significa per te? E perché proprio rosso?

Rosso perché rappresenta l’amore, dunque l’amore per il mio lavoro. Questa tonalità di rosso in particolare perché è quella che usava mia madre, infatti è un colore molto old style. E ancora rosso perché sono un fan della regina di cuori di Alice nel paese delle Meraviglie, e da qui il nome Queen Rouge!

Come mai un’unica tonalità? E’ una pillola o il preludio a qualcosa che verrà?

“Un unico colore perché è nato come un vezzo, ed è un tributo a mia madre, perché sono quello che sono oggi grazie a lei, ed è stato un modo per ringraziarla di esserci sempre stata.
Se si è trattato di un preludio a qualcosa che verrà, beh, sarai la prima a saperlo!”

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Spero che le parole di Antonio vi siano di sprone e di incentivo a fare sempre meglio! Io, ogni volta che scambiamo due chiacchiere, imparo più cose di quante ne abbia apprese in tutti i corsi che ho fatto, e spero che attraverso questa intervista vi sia arrivato qualcosa.

Grazie ad Antonio Priore per essersi prestato a questa intervista pilota, e spero che sarete ancora qui a leggere quando approderanno altri grandi MUA italiani ad elargire un pezzo della loro sapienza!

Non perdete l’ultimo nato del MUA napoletano: il rotolo portamatite per make up artist!


 

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Anna Marchese

Anna Marchese

Trucco e scrivo, a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza guardare ne’ l’orologio ne’ il calendario - http://www.annamarchese.it/about/ 

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