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Amicizie nel backoffice della beauty industry. Arrivismo, amicizie fake e rari casi di affetto

cover-contatti

In un momento particolarmente “no”, di una giornata manco tanto nera, mi ricordo quanto questo mondo fatto di bellezza, di numeri sui social, di TikTok e “affetti” sventolati ai 400k venti, possa celare tanto di quell’arrivismo che mai si immaginerebbe.

Partiamo dalle basi, senza addentrarci in questioni tecniche troppo approfondite: ci sono 2 modi sostanziali per far girare le cose in questo social-beauty-universe.

  1. Hai i numeri (letteralmente inteso come numeri di follower, e non i numeri in senso lato come qualità e competenze)
  2. Hai i contatti giusti

Ora, lasciando stare i primi, perché ci sarebbe davvero da scriverne per i prossimi 2 mesi senza staccare mai le dita dalla tastiera, parliamo dei secondi. 

I contatti come in tutti gli altri settori sono quelli che ti permettono di accedere a cose, conoscere cose e quindi, se hai le qualità e le competenze, di fare cose.

Per “fare cose” intendo sia ciò a cui potrebbe ambire una blogger, influencer, content creator, modella, ecc, sia ciò a cui mira un’azienda. Si perché i contatti servono ad entrambi, per scopi molteplici, e quindi quando ti capita davanti una persona che ha più contatti di te, scatta subito l’amicizia (non solo quella su FB, anche quella offline, vera o falsa che sia).

E questa è la storia che mi accompagna da quando ho cominciato a bazzicare questo bizzarro mondo nel lontano 2009. 

Io che sono un’entusiasta di natura, specie quando si tratta del lavoro che amo, ossia tutto ciò che ruota intorno al mondo beauty, dal truccare al product placement di un prodotto (che mi fa impazzire forse più del truccare), fino alla gestione del marketing di aziende di tale bel pianeta, spesso mi sono ritrovata a dover fare i conti con i miei eccessi di entusiasmo.

Quando fai una cosa che ti piace da impazzire e incontri persone che hanno, forse, apparentemente, la tua stessa visione, è quasi immediato sfoderare il proprio bagaglio e finire a collaborare per progetti e, appunto, “fare cose”.

Dal 2009 ho conosciuto centinaia di volti diversi grazie ai backstage, agli eventi e alle varie iniziative alle quali ho preso parte durante questi più di 10 anni e, ricorsivamente, ho ripetuto lo stesso errore, ritrovandomi poi con un pugno di mosche, soprattutto sul piano personale, per quello che era il mio slancio amicale iniziale.

All’inizio, da principiante/aspirante mua, i primi lavori fotografici me li sono trovati da sola, e non ho mai chiesto nulla a nessuno, anche perché nel contesto dal quale vengo nessuno conosceva persone dell’ambito, e mi sono banalmente messa online alla ricerca dei contatti che potevano aiutarmi a crescere, in quel caso fotografi, modelle, ecc…E così è stato, di lì a poco ho sfornato diversi shooting e il mio portfolio è cresciuto, così come il numero di contatti che avevo.

È a quel punto, quando io stessa ero diventata un “contatto”, ma non ne ero ancora cosciente, che ho preso le prime bidonate: aspiranti modelle (che tuttora non fanno di certo questo di mestiere) diventate in un batter d’occhio grandi amicone, perché ovviamente la sottoscritta mica si faceva pagare il trucco per gli shooting (ebete-me), e manco si dimenticava una volta di segnalare il casting x, y per aiutarle a trovare le giuste persone. Mai! E così è stato per amiche blogger, per amiche-clienti per trucco sposa e, peggio di tutti, amici-aziende!

Scrivo questo post per avere un remind ogni volta che mi accingo a stringere rapporti d’amicizia con soggetti sospetti, perché vorrei evitare di rivedere ancora gente, che magari manco ti saluta più, andare avanti grazie a chi gli hai presentato o al lavoro che hai passato. E non perché sia una cattiva persona, nel momento in cui faccio un favore non lo faccio mai perché mi aspetto qualcosa in cambio, ma quando in cambio ti arriva solo una shit-storm, mai un grazie e addirittura una porta in faccia quella rara volta che sei tu a chiedere qualcosa, allora ciao. Ciao proprio a te, a tutti quelli che continuano a “fare cose” grazie ai miei contatti. È stato bello essere perculata finché non me ne rendevo conto, ora sono lucida e scuoto la sfera dei numeri di telefono e delle email solo a fronte di reali dimostrazioni di stima e affetto.

Poi per fortuna nel calderone di gente che è entrata e uscita della mia vita lavorativa e personale ho trovato anche qualcuno più trasparente, ma si contano sulle dita di una mano… 

Se avete anche voi avuto degli “eccessi di entusiasmo” e ve ne siete pentiti, raccontatemelo in un commento!

Ciao.

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